Un anno di MITICA

si descrivono in estrema sintesi alcuni dei risultati ottenuti e gli approcci utilizzati

PROGETTO MITICA: SI TRACCIA LA ROTTA DOPO UN ANNO DI SPERIMENTAZIONE

Il Progetto MITICA nasce con un obiettivo chiaro e urgente: salvaguardare la resilienza dei mitili di fronte al riscaldamento delle acque, trasformando la minaccia climatica in un'opportunità di rilancio sostenibile per la mitilicoltura pugliese. Grazie alla stretta sinergia tra la Struttura Commissariale, CNR, CONISMA e Regione Puglia, il Progetto MITICA guarda al futuro: è stata infatti promossa la sua candidatura nell'ambito del Just Transition Fund (JTF), in perfetta integrazione e coerenza con l'iniziativa strategica Sea Hub.

A dodici mesi dall'inizio delle attività di sperimentazione si traccia la rotta strategica per il proseguimento dei lavori.

Di seguito si presenta il quadro aggiornato dei Task e il relativo livello di avanzamento.

Task 1: Attività di ricerca nel campo dello sviluppo di buone pratiche di contrasto alla moria dei mitili in Puglia

Azione 1a — Heat-Hardening

Memoria fenotipica e risposta allo stress termico

Si è conclusa la fase di heat-hardening, durante la quale i mitili sono stati sottoposti a uno stress termico subletale (27°C) per verificare la capacità di acquisire una memoria fenotipica utile ad affrontare il riscaldamento delle acque. La successiva esposizione a un gradiente di temperatura (21–30°C) ha evidenziato come la soglia dei 30°C (aggravata da picchi accidentali fino a 35°C) rappresenti un limite critico, oltre il quale si registrano tassi di mortalità pressoché totali nel giro di pochi giorni. Per chiarire le dinamiche molecolari di risposta allo stress, sono attualmente in corso le analisi metabolomiche, trascrittomiche e genomiche sui tessuti target (mantello, branchie e piede).

 

Azione 1b — Sperimentazione in vitro dello stress indotto dalla carenza di ossigeno sugli individui di Mytilus galloprovincialis raccolti nel Mar Piccolo e Mar Grande di Taranto

 Risposta all'ipossia: differenze tra stadi vitali

Le prove sperimentali condotte in ambienti a ridotta concentrazione di ossigeno (fino al 30% di saturazione di O2​) hanno dimostrato una maggiore resilienza e tolleranza all'ipossia da parte degli individui adulti rispetto ai giovanili. Il test del Rosso Neutro condotto sugli emociti ha confermato un incremento dello stress cellulare proporzionale al calare dell'ossigeno (ritenzione scesa dall'83,5% del controllo al 64,0% nel trattamento), senza tuttavia comportare mortalità.

Azione 2 — Coltivazione di biomassa algale nei Mari di Taranto con esperimenti in laboratorio e in campo

Acquacoltura Multitrofica Integrata (IMTA): prestazioni di Gracilaria bursa-pastoris

In seguito alle criticità operative causate dal fouling sull’alga verde Cladophora prolifera, l'attenzione si è spostata sull'alga rossa Gracilaria bursa-pastoris. In ambiente naturale si è registrata una spiccata pressione da pascolo da parte dell'ittiofauna (presumibilmente salpe), che ha ridotto i talli a monconi; questi ultimi hanno tuttavia mostrato una notevole capacità rigenerativa. Le prove condotte in laboratorio su espianti vegetativi hanno confermato un elevato potenziale colturale per la specie: la combinazione di ammonio (N-NH4​) e nitrato (N-NO3​) ha favorito tassi di crescita ottimali, consentendo agli espianti apicali di raggiungere incrementi ponderali prossimi al 300% in 28 giorni. I parametri di sviluppo migliori si attestano attorno a valori di irradianza di 50μmol fotoni/m2/s e salinità comprese tra 30 e 35 PSU.

Azione 3 — Valutazione delle risposte biologiche dei mitili Mytilus galloprovincialis ai cambiamenti climatici in Puglia

Morfometria, struttura di popolazione e ciclo Riproduttivo

I dati rilevati a maggio 2026 indicano dinamiche differenti tra le aree di studio: il Primo Seno (MP1.2) risulta dominato da individui di piccola taglia (3–66 mm, mediana di 8 mm), mentre nel Secondo Seno (MP2.1 e MP2.2) si rilevano classi dimensionali maggiori, pur in presenza di una struttura di popolazione discontinua. Le analisi stagionali condotte in primavera hanno portato alla luce una netta e significativa prevalenza di esemplari maschili in tutti i siti di monitoraggio (con picchi fino all'84% in MP2.1 a fronte di appena il 5% di femmine). Tale anomalia è ipoteticamente riconducibile a stress di natura ambientale o alla presenza di interferenti endocrini nel bacino. Le indagini istologiche sui campioni invernali hanno evidenziato un avvio precoce della gametogenesi, con la componente femminile prevalentemente allo stato maturo e quella maschile in fase di prima emissione dei gameti.

Azione 4 - Resilienza del reclutamento naturale

Monitoraggio quantitativo del reclutamento, anomalie di insediamento post-larvale e caratterizzazione chimico-fisica e microbiologica del bacino

Il monitoraggio mediante radicole sperimentali (stazioni MP1.1, MP1.2, MP1.4) ha permesso il censimento di oltre 42.000 individui. Oltre all'ordinaria ondata di reclutamento di febbraio-marzo, è stata rilevata un'anomala ed abbondante presenza di reclute sotto i 5,9 mm nei mesi di aprile e maggio, con densità di circa100 ind/cm.

I parametri ambientali confermano la netta separazione termica tra superficie e fondo a partire dalla primavera. I valori di salinità, ossigeno, nutrienti e i parametri microbiologici (Escherichia coli e coliformi fecali) si mantengono ampiamente entro i limiti di legge e nella norma del bacino.

 

 

Task 2: Attività di ricerca nel campo della tutela ambientale con la produzione di mitili ed alghe e ottenere crediti di carbonio nel mare di Taranto

Sono stati definiti i criteri normativi e gli standard metodologici necessari a garantire trasparenza e scientificità nel mercato volontario dei crediti di carbonio applicato al settore dell'acquacoltura.

Azione 1- Profili giuridici ed economici della certificazione e vendita dei crediti di carbonio

Sono stati definiti i criteri normativi e gli standard metodologici necessari a garantire trasparenza e scientificità nel mercato volontario dei crediti di carbonio applicato al settore dell'acquacoltura. L'attività si avvale di studi comparativi sui modelli di recepimento delle direttive UE negli altri Stati membri e di collaborazioni internazionali con EWEI, per raccordare il mercato volontario, la certificazione UE degli assorbimenti e l'Articolo 6 dell'Accordo di Parigi; con il Max Planck Institute, per l'analisi dei rischi di over-crediting, frodi e responsabilità legali; con centri di ricerca catalani (BETA, IRTA, CREAF), per l'acquisizione di modelli operativi di carbon farming e monitoraggio per piccoli produttori.

Azione 2 - Mitilicoltura e sequestro del carbonio come strategia innovativa per la generazione di crediti di carbonio

La quantificazione dell'impronta ambientale e del sequestro del carbonio si basa sull'applicazione della metodologia del Life Cycle Assessment (LCA) estesa sui tre scopes canonici (emissioni dirette, consumi energetici e filiera). I mitili vengono modellizzati come carbon sink in virtù del carbonio fissato nel guscio sotto forma di carbonato di calcio, generando un'emissione negativa all'interno del bilancio LCA.  Per attestare l'addizionalità e la tracciabilità dei dati in tempo reale, i parametri ambientali vengono acquisiti tramite sensori di monitoraggio continuo. L'architettura informatica prevede l'integrazione di un modulo software di contabilizzazione certificato ISO 14064.  L'infrastruttura di notarizzazione è ospitata su una piattaforma cloud europea conforme ai requisiti di cybersicurezza della direttiva NIS 2 (D.Lgs. 138/2024)

 

Azione 3 - Analisi dei carbonati nei gusci degli individui di Mytilus galloprovincialis raccolti nel Mar Piccolo e Mar Grande di Taranto

Mediante diffrattometria a raggi X e microscopia elettronica (FESEM), si stanno analizzando le variazioni strutturali dei gusci (CaCO3​ e percentuale di aragonite) per comprendere le implicazioni causate da ipossia e acidificazione delle acque. Mentre il contenuto totale di carbonato di calcio negli individui si attesta su valori stabili compresi tra il 9% e l'11%, le indagini sui gusci polverizzati di esemplari sottoposti a vari gradienti di ossigeno (30%, 60% e 100% di saturazione) si concentrano sulla variazione della percentuale di aragonite, la componente minerale più dura ma minoritaria e maggiormente suscettibile al calo del pH e agli stress ambientali rispetto alla calcite.