A Bagnoli nasce l’Osservatorio territoriale per la salute e l’ambiente
Un sistema integrato di conoscenza per mettere in relazione dati ambientali e sanitarNapoli, 21 settembre 2026 – Rafforzare la capacità delle istituzioni di osservare, comprendere e valutare nel tempo le relazioni tra le condizioni dell’ambiente e lo stato di salute della popolazione. È questa la finalità dell’Osservatorio territoriale per la salute e l’ambiente, istituito in via sperimentale attraverso il Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Commissario Straordinario di Governo per la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana dell’ARIN Bagnoli-Coroglio, il Comune di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG.

L’intesa traduce in un modello operativo un principio fondamentale: in un territorio interessato da un processo di bonifica e rigenerazione di particolare complessità, la tutela ambientale e la tutela della salute devono essere osservate attraverso strumenti conoscitivi capaci di dialogare tra loro. Il Protocollo richiama, in questa prospettiva, la necessità di una lettura «prudente, metodologicamente controllata e scientificamente fondata» dell’eventuale associazione tra l’andamento dei parametri ambientali e gli indicatori sanitari osservabili nella popolazione.
Il Protocollo è stato sottoscritto dal Commissario Straordinario di Governo e Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, per il Comune di Napoli dall’Assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada e dalla dirigente del Servizio Tutela dell’Ambiente, della Salute e del Paesaggio Giuliana Vespere, dal Direttore Generale dell’ASL Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa e dal Segretario provinciale generale della FIMMG Luigi Sparano. Il ruolo di Manfredi quale Sindaco e Commissario per Bagnoli è confermato anche dalle fonti istituzionali del Comune di Napoli.
«La rigenerazione di Bagnoli riguarda la trasformazione di una parte strategica della città, ma anche la qualità della vita e la salute delle persone che vi abitano», ha sottolineato il Commissario Straordinario Gaetano Manfredi, evidenziando la necessità che bonifica, rigenerazione, tutela della salute e strumenti rigorosi di conoscenza procedano congiuntamente.
Un percorso costruito attraverso il raccordo istituzionale
L’istituzione dell’Osservatorio è il risultato di un percorso di confronto avviato nei mesi precedenti tra la Struttura commissariale e i soggetti istituzionali e sanitari coinvolti. Il Protocollo ricostruisce l’iter a partire dalla proposta della FIMMG, acquisita dalla Struttura commissariale l’11 maggio 2026, cui ha fatto seguito la riunione operativa del 18 maggio finalizzata alla definizione degli obiettivi, dei ruoli e delle attività dell’Osservatorio. Nei mesi successivi sono state formalmente acquisite le adesioni dell’ASL Napoli 1 Centro e del Comune di Napoli, fino alla condivisione definitiva del testo dell’intesa.
In questo percorso, il Sub Commissario Dino Falconio ha fornito l’indirizzo istituzionale volto a rafforzare il collegamento tra monitoraggio ambientale, prevenzione sanitaria, trasparenza e informazione alla cittadinanza. Falconio ricopre il ruolo di Sub Commissario per Bagnoli nell’attuale assetto commissariale. Sul piano tecnico e organizzativo, il percorso ha visto il coinvolgimento dell’ing. Giuseppe Napolitano, Dirigente dell’Area Tecnica della Struttura commissariale, nell’ambito del coordinamento delle attività della Struttura. Il raccordo istruttorio e interistituzionale è stato seguito dal dott. Giovanni Di Trapani e dalla dott.ssa Emma Laghezza, che hanno curato i rapporti tra i soggetti coinvolti e la progressiva definizione del Protocollo, con il contributo del gruppo di supporto. L’Osservatorio rappresenta quindi anche il risultato di un lavoro di raccordo amministrativo e tecnico che ha consentito di trasformare l’esigenza di integrare ambiente e salute in un quadro condiviso di responsabilità, flussi informativi, metodologie e strumenti di conoscenza.

Come funzionerà l’Osservatorio
L’Osservatorio opererà prioritariamente sul territorio dell’ARIN Bagnoli-Coroglio e nelle aree prossime interessate dalle attività di bonifica e rigenerazione urbana, con riferimento alla Municipalità 10 Bagnoli-Fuorigrotta. Nella fase iniziale saranno analizzati soprattutto gli esiti respiratori e cardio-respiratori acuti e subacuti e gli indicatori clinico-assistenziali compatibili con esposizioni ambientali a breve e medio termine. Il sistema è concepito in modo evolutivo: eventuali ampliamenti verso ulteriori esiti sanitari potranno essere valutati successivamente sulla base della disponibilità e dell’adeguatezza dei dati e nel rispetto della normativa vigente. Sul versante ambientale, il punto di partenza sarà rappresentato dai dati sulla qualità dell’aria provenienti dai sistemi di monitoraggio dell’area. L’analisi potrà essere progressivamente estesa ai dati relativi a suolo, acqua, variabili meteorologiche e ulteriori parametri ambientali, costruendo così una base informativa multidimensionale capace di seguire nel tempo l’evoluzione del territorio. L’Osservatorio si innesta, infatti, sul sistema di monitoraggio ambientale già operativo a Bagnoli-Coroglio e sullo specifico Piano di Monitoraggio Ambientale che accompagna gli interventi del Programma AC38, predisposto per presidiare in maniera continuativa le principali matrici ambientali interessate dalle lavorazioni a terra e a mare. Il passaggio qualificante consiste dunque nel mettere questi dati in relazione con indicatori sanitari territoriali, creando una capacità di osservazione integrata che prima non era strutturata in questa forma.
Dati sanitari anonimi e tutela della riservatezza
Un elemento centrale del sistema riguarda la protezione dei dati personali. Le informazioni sanitarie utilizzate dall’Osservatorio saranno fornite dalla FIMMG e dall’ASL Napoli 1 Centro in forma anonima, mentre nessun dato personale identificativo o direttamente identificabile potrà essere pubblicato o diffuso. I flussi dovranno rispettare requisiti di qualità, completezza, coerenza, tempestività e tracciabilità definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Il trattamento sarà effettuato nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 – GDPR, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, e degli ulteriori obblighi previsti dalla normativa nazionale ed europea applicabile. L’obiettivo non è quindi costruire profili sanitari individuali, ma osservare su base territoriale e temporale fenomeni aggregati, mediante metodologie epidemiologiche e statistiche verificabili.
Una governance aperta alle competenze scientifiche e al territorio
L’Osservatorio sarà governato attraverso un Comitato di indirizzo istituzionale, composto dai rappresentanti delle Parti firmatarie e incaricato di definire gli indirizzi strategici, approvare il programma delle attività e validare i report destinati alla pubblicazione. A questo si affiancherà un Comitato tecnico-scientifico, nel quale potranno convergere competenze sanitarie, epidemiologiche, ambientali, statistiche, informatiche, giuridiche e amministrative. Sarà questo organismo a definire metodologie e indicatori e a sviluppare le analisi tecnico-scientifiche. Il modello prevede inoltre un Tavolo permanente con stakeholder e comunità scientifica, con funzioni consultive, partecipative e di confronto pubblico, aperto ai contributi di comitati cittadini, associazioni, enti di ricerca e ordini professionali. L’Osservatorio potrà altresì avvalersi della collaborazione scientifica di Università, enti pubblici di ricerca, Istituto Superiore di Sanità, ARPAC e altri organismi qualificati.
Trasparenza e informazione scientificamente fondata
Un ulteriore elemento qualificante riguarda la restituzione pubblica dei risultati. Le analisi prodotte dall’Osservatorio saranno pubblicate attraverso report periodici in forma aggregata e anonima, utilizzando un linguaggio accessibile e garantendo, nello stesso tempo, trasparenza metodologica e verificabilità scientifica. Il Protocollo prevede inoltre attività di divulgazione, confronto pubblico, educazione sanitaria e ambientale, nonché iniziative seminariali e scientifiche fondate sui risultati validati. È un’impostazione coerente con il principio posto alla base dell’iniziativa: la disponibilità dei dati acquista valore pubblico non soltanto quando permette alle istituzioni di decidere meglio, ma anche quando consente ai cittadini di comprendere in maniera corretta, documentata e trasparente ciò che accade sul territorio.
I prossimi passaggi
Il Protocollo prevede che, entro trenta giorni dalla sottoscrizione, siano definiti con specifici atti attuativi i flussi operativi, le modalità di trasmissione dei dati, le responsabilità tecniche e le tempistiche di aggiornamento. La fase sperimentale avrà durata fino al 31 dicembre 2026, con possibilità di rinnovo o proroga previo accordo tra le Parti.
Si apre così una nuova fase nella costruzione del sistema di conoscenza che accompagna la trasformazione di Bagnoli-Coroglio: non soltanto monitorare le singole matrici ambientali, ma metterle progressivamente in relazione con indicatori epidemiologici e sanitari, creando un patrimonio informativo condiviso in grado di sostenere la prevenzione, orientare le decisioni pubbliche e garantire alla comunità una informazione trasparente e scientificamente fondata.