Animazione territoriale per l’attivazione di un Polo dell’industria verde

La stretta sinergia con Confindustria Taranto, con CONFAPI e con il DIPAR (Distretto Produttivo dell'Ambientale e del Riciclaggio), sin dai primi giorni dall’insediamento, e successivamente anche con CONFAPI, l'ASI (Area di Sviluppo Industriale di Taranto), l'ITS Academy e il Tecnopolo del Mediterraneo, è stata orientata al coinvolgimento del mondo imprenditoriale nell’azione di trasformazione e valorizzazione industriale delle biomasse derivanti da specie vegetali impiegate nei processi di fitorimedio.

La collaborazione tra il Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, il sistema delle imprese e il mondo universitario rappresenta la chiave di volta per la rigenerazione del territorio. Questo modello integrato supera la concezione della bonifica intesa come mera operazione tecnica, integrandola quale leva strategica di sviluppo economico e coesione sociale. La stretta sinergia con il comparto produttivo e il Tecnopolo del Mediterraneo è fondamentale per innescare un processo basato sul trasferimento tecnologico e sulla conoscenza condivisa. Il Commissario si avvale delle competenze scientifico-accademiche per validare e implementare le metodologie di risanamento a minor impatto e a più alta sostenibilità.

L’obiettivo di tale intensa interazione punta a determinare condizioni operative che possano connettere le catene del valore produttivo, così da modernizzare il tessuto industriale locale e attrarre investitori motivati a operare sul territorio. In aggiunta, occorre sottolineare che il sistema delle imprese è un attore centrale nel processo di risanamento strutturale. La collaborazione non comprende l'esecuzione dei lavori, che naturalmente sono affidati mediante procedure di evidenza pubblica nel rispetto della normativa vigente, ma si estende alla co-progettazione di un nuovo modello economico. Il coinvolgimento delle aziende mira specificamente a stimolare investimenti in tecnologie verdi, favorendo l'adozione di pratiche produttive a ridotta impronta ecologica, a diversificare l'economia locale attraverso la scommessa su settori emergenti quali l'economia circolare e le biotecnologie industriali, e a generare valore aggiunto, trasformando le attività di bonifica da mero centro di costo a concreta opportunità di crescita strutturale anche in relazione alla rigenerazione di aree da utilizzare per investimenti produttivi. La natura dei temi da affrontare è ispirata ad approcci improntati a una visione sistemica, che considerano l'analisi integrata dei processi naturali ed artificiali per realizzare innovazioni capaci di coniugare gli interessi della ricerca scientifica con le opportunità d’impresa, nel segno della sostenibilità ambientale ed economica del contesto tarantino.

La connotazione tecnologica del Polo dell’industria verde determina un forte orientamento allo sviluppo d’innovazioni capaci di coagulare gli interessi del sistema produttivo locale e nazionale, stimolando obiettivi di crescita della competitività aziendale con ricadute positive in termini economici e occupazionali per il territorio. In coerenza con i significativi risultati della ricerca conseguiti nel recente passato, si potrà puntare ad ambiti emergenti in cui il fabbisogno d’innovazione in termini di prodotti o di servizi è maggiormente avvertito e nei quali si intravedono le più ampie opportunità di sviluppo d’impresa.

Nel corso del 2025 e del 2026 si sono tenuti numerosi tavoli tecnici ed eventi di animazione territoriale, organizzati in stretta collaborazione con l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro – in particolare con il Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture – finalizzati al pieno coinvolgimento delle imprese. In tale direzione appaiono estremamente concrete le opportunità di valorizzazione energetica e merceologica dei biomateriali ottenuti dalla gestione del verde urbano e industriale, con specifico riferimento ai progetti pilota "Filiere verdi" e "Green Belt". L'obiettivo è favorire la nascita di nuovi insediamenti industriali destinati al recupero biometallurgico di frazioni metalliche e terre rare (Critical Raw Materials) mediante bioaccumulo vegetale, alla produzione nel settore tessile tecnico (da colture di canapa, ginestra, ecc.), alla manifattura di materiali per l’edilizia sostenibile, all’interior design e all’arredamento ecocompatibile, alla cantieristica navale sostenibile, alla cosmesi green, alla filiera cartaria, alle bioplastiche, alle vernici formulati su base vegetale, fino alla generazione di biocombustibili e vettore energetico.

Le tecnologie sopra richiamate intersecano differenti settori d’interesse industriale; la flessibilità e la trasversalità delle competenze del Polo verde saranno tali da permettere un rapido adeguamento attorno ai temi di maggiore rilevanza strategica, economica e sociale. Tra questi si annoverano le biotecnologie industriali, le tecnologie per la fabbrica intelligente, la chimica verde, le tecnologie per gli ambienti di vita, le soluzioni per le smart communities e le energie rinnovabili. L'azione punterà alla creazione di una massa critica ottimale attraverso meccanismi di cooperazione, ibridazione e osmosi tra le diverse componenti imprenditoriali, i network scientifici del Polo, gli enti di ricerca pubblici e le imprese del territorio.

Per sostenere e finanziare tali attività le imprese potranno attivare Contratti di Programma per l’industria verde e Contratti di filiera in coordinamento con il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), la Regione Puglia e la società in house Puglia Sviluppo S.p.A. Tali strumenti finanziari sosterranno progetti complessi quali, a titolo esemplificativo: la produzione di biocombustibili di seconda generazione, lo sviluppo del legno ingegnerizzato, l'estrazione e il recupero di metalli e terre rare da biomasse esauste, i sistemi di sequestro del carbonio (carbon sequestration) e la sintesi di grafene, la produzione di elettrolizzatori per la filiera dell’idrogeno verde, nonché le industrie sussidiarie di trasformazione della canapa, estese alla manifattura di reste e filati ecologici per la mitilicoltura locale e alla produzione di carta monouso riciclabile.