1° Forum Nazionale per la Sicurezza Energetica

Focus sul ruolo della filiera dell’idrogeno, la ricerca e lo sviluppo e le prospettive della transizione.

Grande Successo a Taranto per il 1° Forum Nazionale sulla Sicurezza Energetica: l’Idrogeno al Centro della Strategia Nazionale

Taranto, giovedì 26 febbraio. Il grande successo di pubblico e l'altissimo profilo dei partecipanti hanno consacrato Taranto come capitale della transizione energetica in occasione della prima edizione del Forum nazionale per la sicurezza energetica, intitolata "L’idrogeno per un sistema energetico sicuro e decarbonizzato". L'iniziativa, ospitata presso la Camera di Commercio Brindisi-Taranto, è stata promossa da un sistema integrato composto da RemTech Expo, Futureventi srl, Ferrara Expo srl (Gruppo BolognaFiere) ed Eurota Ets. Questo appuntamento di rilievo strategico ha riunito istituzioni, grandi player industriali, università e centri di ricerca per approfondire il valore dell'idrogeno nello sviluppo industriale e nazionale. (Foto)

Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo con un videomessaggio, ha espresso la sua ferma convinzione che l'idrogeno sarà un elemento fondamentale della transizione energetica. Il Ministro ha sottolineato come rafforzarne la produzione significhi contribuire direttamente alla sicurezza energetica nazionale, garantendo certezze a imprese e cittadini, evidenziando inoltre la necessità di sviluppare un mercato solido e ridurre i costi di produzione, definendo Taranto un laboratorio importante in questo percorso.

Sulla stessa linea, la viceministra Vannia Gava, intervenuta in due differenti momenti, ha affermato che Taranto rappresenta uno dei luoghi in cui la transizione energetica non è affatto un dibattito teorico, bensì una questione estremamente concreta che tocca l'industria, il lavoro e la qualità ambientale. Il Viceministro Gava ha richiamato l'attenzione sugli investimenti destinati alle bonifiche, al porto e all'eolico offshore, citando espressamente le risorse del Pnrr e di RepowerEu dedicate allo sviluppo della filiera dell'idrogeno.

I lavori sono stati aperti da Silvia Paparella, General Manager di RemTech, che ha indicato Taranto come il luogo ideale per affrontare queste tematiche cruciali. Paparella ha evidenziato come proprio qui nascerà la prima Hydrogen Valley d'Italia, destinata a diventare una delle tre più importanti d'Europa. Secondo la General Manager, Taranto non deve essere considerata solo un laboratorio, ma una città dinamica che pensa, crea, immagina e costruisce attivamente il futuro.

Il prestigio del Forum è stato confermato dalla presenza di figure di vertice del Governo, del CIS, di ISPRA, della Regione Puglia, dei Comune e di tante Amministrazioni e dai contributi tecnici di colossi industriali come Eni, Edison, Sapio, Rina e Renco, etc. 

In questo clima di eccezionale fermento scientifico, il contributo del Commissario Straordinario per le Bonifiche, Vito Felice Uricchio, ha offerto una panoramica tecnologicamente avanzata sulle potenzialità dell'idrogeno verde. Uricchio ha spiegato come l'idrogeno, agendo da vettore pulito, consenta di accumulare il surplus energetico derivante dalle rinnovabili, i cui costi di produzione sono oggi in drastica riduzione. La ricerca più attuale si sta concentrando su differenti tipologie di fotocatalizzatori nanostrutturati capaci di estrarre H2 con un apporto energetico minimo, e su processi innovativi come l'ossidazione fototermica del gallio liquido per una produzione circolare attinta da acque dolci o salate. Frontiere ancora più audaci includono sistemi per la cattura dell'umidità atmosferica, che permettono la scissione dell'acqua in fase gassosa per produrre idrogeno senza l'ausilio di elettricità esterna, l'uso di sensori in palladio a struttura flottante e l'elettrosintesi tandem dell'urea. Sul fronte della "Bioremediation 2.0", l'idrogeno gassoso emerge come strumento d'elezione per la decontaminazione in situ di suoli e falde acquifere attraverso la declorurazione riduttiva, eventualmente integrata dall'iniezione di innovative schiume tensioattive (H2-Foam) per una distribuzione capillare e duratura. Infine, la sinergia tra fitodepurazione e bio-idrogeno permette di utilizzare piante iperaccumulatrici per bonificare i suoli, trasformando successivamente la biomassa in idrogeno e isolando in sicurezza i metalli pesanti nelle ceneri, per avviarli alla commercializzazione. Questo approccio integrato conferma che la strada dell'idrogeno è una delle vie maestre per coniugare tutela della salute, salvaguardia ambientale e competitività del territorio.