Forum Confartigianato: Taranto può farcela se........
e.... si lavora tutti insieme per azioni corali e con visione chiara e condivisaTaranto, 17 aprile 2026 - Entro l'orizzonte temporale del 2030, Taranto è chiamata a compiere un'impresa di proporzioni titaniche: trasformare un volano finanziario di un miliardo e mezzo di euro in infrastrutture tangibili, occupazione e prospettive sistemiche. Il Forum organizzato da Confartigianato «Taranto può farcela, se…», ha scoperchiato il vaso di Pandora di una realtà territoriale segnata da una dicotomia: un’opulenza di stanziamenti teorici a fronte di un tessuto imprenditoriale costretto in uno stato di asfissia funzionale. (foto)
La sessione inaugurale delle tre giornate tematiche ha visto convergere, presso la Camera di Commercio, oltre al sindaco Piero Bitetti e all'onorevole Dario Iaia Responsabile Unico del CIS, il Commissario straordinario alle bonifiche, Vito Felice Uricchio, l'Organismo Intermedio del JTF Pasquale Orlando e Gianna Elisa Berlingerio Direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia.
L'incontro si è fregiato della partecipazione di un autorevole parterre, in cui spiccavano le figure di Leonardo Giangrande, vicepresidente dell’Ente Camerale, e dei vertici delle sigle datoriali: Salvatore Toma per Confindustria, Giuseppe Spadafino per Confcommercio e Fabio Greco per Confapi. Hanno garantito il proprio apporto al confronto anche una delegazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, le rappresentanze sindacali e i vertici territoriali di Confartigianato, nelle persone del presidente Giovanni Palmisano e del segretario Fabio Paolillo.
L'obiettivo esplicito è disarticolare il paradosso di una provincia che, pur detenendo il primato nazionale per volumi di finanziamento, assiste alla desertificazione commerciale e all'emorragia demografica delle giovani eccellenze.
L’onorevole Dario Iaia ha corroborato la visione istituzionale con dati di stringente attualità, evidenziando come le opere in stallo siano state dimezzate (da 16 a 8) e rivendicando un avanzamento della spesa superiore al 50%. La priorità, secondo Iaia, è la metamorfosi dei progetti in cantieri: dalla riqualificazione di Piazza Fontana al restyling delle Colonne Doriche, fino al restauro del monumentale Palazzo Archita. Iaia ha inoltre lanciato un monito sulla necessità di un coordinamento interistituzionale: «Se la Regione interviene sull’housing sociale, il CIS può dirottare i fondi sulla sicurezza infrastrutturale, come sulla statale 106. In assenza di dialogo, il capitale viene inesorabilmente dissipato».
Il Commissario Vito Felice Uricchio ha delineato un cambio di paradigma fondamentale: «La bonifica è dichiaratamente leva economica, oltre che ambientale. Tradizionalmente, essa tende al ripristino dei danni del passato, costituendo un costo con esigue ricadute occupazionali specializzate. Tuttavia, attraverso la logica SURF (Sustainable Remediation Forum), la prospettiva muta radicalmente. Abbiamo selezionato le filiere più mature siglando accordi con Confindustria, Confapi e ASI per attrarre investimenti ed esperienze esogene. Parliamo di riconvertire il territorio attraverso colture quali canapa, ricino, pioppi e paulonia, abilitando settori che spaziano dalla bioedilizia alla cosmetica, dalla chimica verde ai biopolimeri, sino all’estrazione di metalli e oli essenziali. La sinergia con l’ITS Biotech for Life è finalizzata alla genesi di profili altamente specializzati nelle tecnologie di risanamento ambientale. Sebbene sorga spontaneo il quesito circa la capacità del tessuto locale di assorbire tali eccellenze, i dati confermano la prontezza del territorio: nella sola provincia ionica operano già 37 realtà nel settore della bonifica dei siti contaminati. Non intendiamo formare competenze destinate all'emigrazione, bensì alimentare un mercato che, solo in Italia, conta oltre 36.000 siti in attesa di intervento».
Il Sindaco Bitetti ha dichiarato che «Incontri di tale spessore sono di vitale importanza, poiché testimoniano il raggiungimento di una maturità collettiva ormai imprescindibile. Rivendico con orgoglio il superamento di quegli anacronistici sbarramenti ideologici che, per decenni, hanno eretto barriere tra le sedi istituzionali e il dinamismo del comparto produttivo. La nostra presenza qui risponde a un imperativo categorico: tradurre in realtà tangibile un miliardo e mezzo di euro entro il prossimo quadriennio. Si tratta di un obbligo morale verso una terra troppo a lungo definita "area di sacrificio". È necessario abbracciare una razionalità nuova, una visione olistica che cessi di parcellizzare Taranto in compartimenti stagni, tra bonifiche, porto e sofferenze del terziario, per riconoscerla finalmente come un unico, complesso ecosistema. La nostra missione è arginare l’erosione demografica e culturale, colmando il divario che ci separa dal resto della Puglia. Abbiamo l'opportunità di crescere con indici percentuali superiori a ogni altro territorio, ma tale traguardo sarà raggiungibile solo se la concertazione diverrà il nostro pane quotidiano, lasciando fuori dal consesso le sterili polemiche di basso profilo che altro non fanno se non dissipare tempo prezioso.»
La Voce del Mondo Produttivo: Il Grido d’Allarme di Confartigianato
A bilanciare l'ottimismo burocratico è intervenuto Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato, il quale ha denunciato un «disallineamento strutturale» inaccettabile tra la disponibilità di risorse e la crisi profonda delle aziende locali.
«Siamo refrattari alla retorica dei convegni», ha ammonito Paolillo. «Se le attuali architetture legislative o i regolamenti vigenti inibiscono lo sviluppo, è imperativo emendarli. Una volta esaurita questa dote finanziaria, in assenza di un sistema produttivo resiliente, Taranto avrà fallito l'occasione della vita».