Taranto Eco Forum (TEF) 2026: Report
l'ecosistema dell'innovazione e la governance del progresso sostenibileSi è chiusa con numeri da record la quarta edizione del Taranto Eco Forum al Dipartimento Jonico. Cantieri reali, investimenti e un nuovo modello partecipativo trasformano il territorio nel manifesto italiano della transizione ecologica. Il TEF lascia così un segno tangibile nel dibattito nazionale su sostenibilità e innovazione grazie alla pubblicazione e alla distribuzione, in questi giorni, di un report completo inviato al vasto network della manifestazione. Il documento, scaricabile pubblicamente, rappresenta una vera e propria guida interattiva ai lavori svolti nelle giornate del 21 e 22 maggio (Foto).
Una convergenza istituzionale e scientifica senza precedenti ha decretato lo straordinario successo della quarta edizione del Taranto Eco Forum (TEF) 2026, svoltasi presso gli spazi messi a disposizione dal Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” a Taranto. L'evento, promosso da Eurota ETS e organizzato da Futureventi in collaborazione con Remtech Expo (Ferrara Expo) – rappresentata da Silvia Paparella e Andrea Moretti –, ha visto la fondamentale co-organizzatone del Comune di Taranto. Sotto il coordinamento del Comitato Tecnico Scientifico guidato dal Commissario alle bonifiche di Taranto e direttore scientifico, il prof. Vito Felice Uricchio e grazie alla macchina organizzativa promossa da Patrick Poggi, l'evento si è configurato come un tavolo di altissimo profilo strategico e civile. Il forum ha saputo tradurre le riflessioni programmatiche in cantieri reali, investimenti e occupazione, scardinando la storica e obsoleta dicotomia tra tutela ecologica e sviluppo economico.
I numeri testimoniano la portata di una rete istituzionale e scientifica ormai matura: oltre 150 interventi (al netto dei saluti istituzionali) articolati in oltre 20 tavole rotonde tenute tra la main area e la breakout room, 130 realtà coinvolte tra aziende partner, advisor internazionali, enti, istituzioni patrocinanti e associazioni (con una nutrita presenza di studenti), e circa 3.000 partecipanti hanno animato un dibattito improntato alla rigenerazione attiva. All'interno del parterre spiccano, per il loro contributo di elevato valore tecnico, i main e platinum partner dell'edizione 2026, Eni ed Edison. Ogni relatore ha rilasciato un abstract del proprio intervento per la stesura del report ufficiale, creando una mappa per orientarsi verso il futuro del Paese. Attraverso le sezioni interattive del documento, la comunità può inoltre accedere alla registrazione integrale dell'evento per approfondire temi specifici.
Il dibattito si è sviluppato toccando trasversalmente tutti i settori chiave individuati dal Comitato:
Bonifiche sostenibili, biorisanamento e simbiosi circolare
La sessione di apertura ha messo al centro i temi centrali della rigenerazione urbana e industriale. Nelle giornate del TEF si è tenuto un dibattito contemporaneo sulle innovazioni nel settore delle bonifiche ambientali che attualmente sta vivendo un radicale cambio di paradigma, segnando il definitivo superamento dei vecchi approcci invasivi e lineari, in favore di soluzioni sistemiche, circolari e a basso impatto ambientale. In questa transizione epocale, le biotecnologie rappresentano un asset strategico e l'architrave scientifico di una nuova rivoluzione industriale e ambientale, capace di rigenerare territori complessi e ad alta transizione ecologica come l'area di Taranto. Il confronto scientifico si è concentrato sulla capacità di trasformare i processi di risanamento da meri "centri di costo" a catalizzatori di nuove filiere produttive. Le innovazioni più dirompenti risiedono nell'integrazione di discipline omiche e bioingegneristiche, capaci di elevare l'efficacia dei processi naturali di degradazione e isolamento dei contaminanti. Esperti e aziende si sono confrontati sull'efficacia dei modelli commissariali come acceleratori di legalità e attuazione dei fondi PNRR. Tra i casi studio più rilevanti, Itelyum Castiglia ha mostrato gli interventi avanzati nei siti orfani ex Decoindustria ed ex Lombarda Petroli, condotti nel pieno rispetto del principio DNSH. Grande attenzione è stata riservata anche al porto di Taranto, dove il consorzio Yard Belleli (ICM, Fincantieri, Semataf ed Eni Rewind) ha dettagliato un imponente piano da 130 milioni di euro in 48 mesi per la rifunzionalizzazione cantieristica dell'area. La tecnologia si conferma l’alleato principale dell’ambiente: Rina Consulting ha presentato INTEGRITY, un’architettura pugliese che unisce droni, satelliti e intelligenza artificiale per mappare i rischi dei siti contaminati. Sul fronte della decarbonizzazione, Unità di Misura srl ha illustrato un innovativo progetto per trasformare i polimeri non riciclabili in materia prima secondaria, sostituendo il carbone negli altiforni e abbattendo la CO2. Un percorso di transizione supportato anche dal piano strategico 2025-2027 di Cassa Depositi e Prestiti e dall’approccio all’open innovation di Eni, cruciale per scalare i progetti pilota su dimensione industriale. Proprio l'unione tra stoccaggio del carbonio, IA e biorisanamento attivo permette alla transizione ecologica di vestirsi di pragmatismo, offrendo prospettive di sviluppo inedite.
Blue economy, logistica e resilienza portuale
La risorsa mare è stata la grande protagonista della sessione. L'evoluzione delle aree portuali si sta delineando attraverso la fusione sistemica tra digitalizzazione avanzata e transizione energetica radicale, trasformando i nodi logistici in veri e propri ecosistemi cyber-fisici. Il salto quantico rispetto alla tradizionale automazione di banchina è rappresentato dal Digital Twin, un gemello virtuale dell'intera infrastruttura che riceve flussi di dati massivi in tempo reale tramite reti 5G private e sensori IoT. A differenza dei sistemi reattivi del passato, questa tecnologia sfrutta l'intelligenza artificiale predittiva per simulare scenari complessi, ottimizzare le rotte d'approccio e azzerare i tempi di attesa in rada, con un impatto diretto sulla riduzione delle emissioni globali. Parallelamente, il paradigma energetico supera il concetto di semplice elettrificazione delle banchine attraverso l'integrazione dei vettori energetici di nuova generazione. I porti più all'avanguardia si stanno strutturando come hub di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verde, ammoniaca e metanolo, finalizzati non solo ad alimentare il naviglio transoceanico all'interno dei corridoi verdi, ma anche a convertire l'intera flotta di movimentazione interna tramite celle a combustibile. Confitarma ha tracciato la rotta per il rinnovo delle flotte mercantili, mentre la Capitaneria di Porto di Taranto ha illustrato i rigorosi protocolli di sicurezza legati all'uso a bordo di biofuel, idrogeno e ammoniaca. I temi della mobilità sostenibile e della pianificazione si sono intrecciati alle strategie di Assiterminal, che ha rilanciato l’importanza strategica del cold ironing (l’elettrificazione delle banchine) per abbattere l’inquinamento acustico e atmosferico durante l'ormeggio. Il futuro del settore passa però anche dalle persone e dal re-skilling: Costa Crociere ha valorizzato i percorsi ITS avviati a Taranto nel 2023 per formare la forza lavoro del futuro, mentre l’associazione MedCruise ha promosso standard ESG e pratiche di digitalizzazione per l’intero bacino del Mediterraneo.
Governance ESG, responsabilità sociale e cultura della sicurezza
Il dibattito ha solennemente riaffermato che la transizione ecologica ed economica rimane un guscio vuoto se privata di una profonda radice etica e di una governance societaria trasparente. La responsabilità sociale d'impresa deve necessariamente capillarmente ai valori comunitari e di inclusione. Al centro di questo paradigma antropocentrico si colloca la tutela dei lavoratori, i cui diritti e la cui sicurezza rappresentano la pietra angolare di qualsiasi reale progresso. Solo integrando l'equità sociale e la dignità umana nei modelli industriali e sportivi si può edificare uno sviluppo che sia autenticamente durevole e resiliente. Il MIMIT e la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto hanno analizzato la crescita delle "società benefit" nel territorio pugliese, un modello sostenuto anche da Confindustria Taranto come leva strategica per l'accesso al credito. Sul fronte delle performance aziendali, Consea e TP Italy hanno rimarcato la centralità delle persone per evitare rischi di greenwashing. Sul fronte della sicurezza, l’INAIL ha presentato le opportunità del bando ISI 2025, che finanzia l'adozione di DPI intelligenti e sensori in tempo reale per la protezione preventiva, affiancati dalle soluzioni impiantistiche conformi alle norme UNI EN ISO 14122 presentate da Pu.Ma Project.
Transizione energetica e la "Green Hydrogen Valley"
Il Taranto Eco Forum ha evidenziato come la sicurezza energetica non possa prescindere da una visione sistemica e multiforme, imperniata su un mix energetico diversificato e tecnologicamente neutrale. La transizione ecologica impone di non escludere alcuna soluzione praticabile, valorizzando le specifiche vocazioni e risorse del territorio attraverso un approccio pragmatico e non ideologico. In questo scenario, l'irraggiamento solare e l'energia eolica si integrano sinergicamente con la programmabilità delle bioenergie e la costanza termica della geotermia a bassa entalpia, ideale per la climatizzazione urbana e industriale. Questa combinazione di fonti rinnovabili riduce la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri e mitiga la vulnerabilità delle reti, trasformando i distretti locali in hub energetici resilienti. La valorizzazione della filiera corta e delle specificità geografiche garantisce non solo la sostenibilità ambientale, ma anche la stabilità economica e la continuità delle forniture. Il confronto tecnico-scientifico del TEF ha confermato che la vera resilienza risiede nella complementarità tecnologica, dove ogni risorsa territoriale concorre alla costruzione di un’autonomia energetica condivisa e duratura. In aggiunta, la grande sfida della sicurezza energetica ha visto un focus sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e sulle soluzioni digitali di ABB per l’accumulo elettrochimico. Ma il vero annuncio di peso riguarda la Puglia Green Hydrogen Valley, macro-progetto di Edison, Sosteneo e Saipem sostenuto da 370 milioni di euro di finanziamento MIMIT. L’obiettivo è imponente: realizzare 160 MW di capacità di elettrolisi tra Brindisi e Taranto per produrre oltre 250 milioni di metri cubi di idrogeno verde all’anno. Una visione di ecosistema completata dai progetti agrivoltaici di Greenergy, dall'Unità di Missione del MASE per il PNRR e dal primo anno di attività dell’Open Innovation LAB di Eni a Taranto.
Tutela della risorsa idrica ed ecosistema agritech
Nel TEF si è affrontato il tema della gestione resiliente delle risorse idriche nell'agricoltura che nel Mezzogiorno esige un radicale cambio di paradigma attraverso l'adozione di soluzioni tecnologiche a elevato impatto innovativo. La frontiera più avanzata integra la fitodepurazione guidata e il riutilizzo circolare delle acque reflue urbane e industriali, affinate tramite processi di filtrazione a membrana e trattamenti terziari avanzati che ne garantiscono l'assoluta salubrità chimico-microbiologica per le colture di pregio. Sul fronte del contrasto allo spreco, l'innovazione risiede nell'irrigazione di precisione supportata da algoritmi di intelligenza artificiale, i quali elaborano i dati termo-igrometrici del suolo acquisiti da reti di sensori IoT e li incrociano con gli indici di stress idrico della vegetazione estratti dal telerilevamento satellitare iperspettrale o anche attraverso idrogel naturali a lento rilascio idrico. Tali sistemi digitali, integrati con ammendanti del terreno bio-esotici capaci di trattenere l'umidità radicale, convertono la sfida della scarsità cronica in un modello di bioeconomia circolare esportabile su scala globale. Enivibes (gruppo Eni) ha presentato e-vpms, un sistema di monitoraggio vibroacustico capace di rilevare perdite millimetriche e prelievi abusivi lungo le condotte. Veolia, Bernardinello, Gennaretti ed Herambiente hanno invece mostrato l'efficacia dei sistemi a membrana e dei decanter centrifughi per raggiungere l’obiettivo Zero Liquid Discharge (ZLD), azzerando gli scarichi idrici industriali. Una spinta alla rigenerazione biologica condivisa anche dal Tecnopolo Mediterraneo dell’Università di Bari e da Hidrochemical Service. La vera sorpresa in termini di economia circolare è stata il progetto Datahabitat, ideato dall’architetto Stefano Baretta: un modello in area ZES che recupera il calore residuo di scarto dei data center per alimentare serre idroponiche e acquaponiche, azzerando l'impatto idrico e creando spazi di coworking in partnership con gli ITS. Questo sistema incarna i nuovi concetti di abitare accessibile e sostenibile applicati alla produzione locale.
Space economy, cyber-resilience e monitoraggi predittivi
Il quarto Taranto Eco Forum ha consacrato il ruolo pionieristico dell'Italia nell'Osservazione della Terra, intesa come pilastro spaziale per la tutela ambientale e la rigenerazione predittiva dei territori. Le sessioni scientifiche hanno evidenziato l'eccellenza globale della tecnologia Radar ad Apertura Sintetica della costellazione COSMO-SkyMed, capace di intercettare deformazioni millimetriche del suolo, subsidenze e sversamenti illeciti in mare aperto con assoluta continuità temporale. Parallelamente, il primato della missione iperspettrale PRISMA consente di decodificare la firma chimico-fisica dei corpi planetari, mappando i contaminanti nei suoli e guidando con precisione i processi di fitodepurazione e biorisanamento. La convergenza strategica verso la nascente costellazione IRIDE, infrastruttura multisensore finanziata dal PNRR, garantirà frequenze di rivisita senza precedenti per la sicurezza costiera e il rischio idrogeologico. La vera svolta risiede infine nell'elaborazione di questa imponente mole di Big Data tramite algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di automatizzare il rilevamento precoce delle anomalie ambientali. Questo monitoraggio multi-sorgente, integrato con le reti di sensori IoT a terra, trasforma il dato satellitare in uno strumento decisionale immediato, confermando la Space Economy quale alleato cruciale per la transizione ecologica dei siti industriali complessi.
L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha spiegato come la fusione dei dati e dei big data delle costellazioni IRIDE, COSMO-SkyMed e PRISMA permetta di sorvegliare lo stato delle bonifiche. A terra, la sicurezza si fa digitale con i sistemi di cybersecurity OT conformi alla direttiva NIS2 presentati da ABB, e con i Gas Sensor Nodes di Eniverse Ventures per il monitoraggio delle emissioni fuggitive di metano (temi approfonditi anche da Lab Service Analytica, Bureau Veritas Nexta, EY spa e dall'Università di Bari). Per la difesa delle coste dai cambiamenti climatici estremi, Ecotaras ha invece descritto i nuovi sistemi di Early Warning marittimi.
Sessione breakout: l'ecosistema "One Health" tra acqua e salute
Il legame indissolubile tra ambiente e benessere collettivo è stato sancito dalla nascita del CISU (Centro Interistituzionale per la Salute Urbana), un’alleanza stabile tra Comune di Taranto, ASL e ARPA Puglia. Se ARPA ha illustrato i nuovi Piani di Sicurezza dell’Acqua, l'ASL Taranto ha presentato il fiore all'occhiello del monitoraggio locale: il modello SMP-AI (Sentinella Mar Piccolo). Sviluppato all'interno del progetto CALLIOPE, questo sistema unisce intelligenza artificiale, boe avanzate e attività di citizen science per anticipare la risospensione dei sedimenti contaminati da diossine e PCB, proteggendo la salute dei cittadini e la storica molluschicoltura tarantina.
La certezza condivisa emersa al termine di questa intensa due giorni traccia una linea di demarcazione netta con il passato: Taranto si consolida come una straordinaria e irripetibile opportunità nazionale.
«Il TEF 2026 ha evidenziato una sinergia virtuosa tra lungimiranza istituzionale, rigore della ricerca scientifica e proattività imprenditoriale – è stato il commento del commissario Vito Felice Uricchio – delineando traiettorie innovative, ma concrete, per la sostenibilità ambientale ed economica. Attraverso pilastri quali i vettori energetici a idrogeno verde, l'IA, lo stoccaggio del carbonio, la space economy e il biorisanamento attivo, la transizione ecologica si veste di pragmatismo, offrendo inedite prospettive di sviluppo al territorio tarantino e al nostro Paese».
A fargli eco sono state le parole del founder del TEF e presidente di Eurota ETS, Patrick Poggi: «Si tratta di un ulteriore contributo che offriamo alla comunità, in modo tale da consentire, anche a chi non avesse avuto la possibilità di partecipare ai lavori, di non perdere l’opportunità di conoscere quanto fermento ci sia nei campi dell’innovazione e della sostenibilità, soprattutto con riguardo a quanto sta accadendo nel nostro territorio».
Il TEF 2026 ha dimostrato che la transizione ecologica smette di essere un costo o un freno industriale nel momento esatto in cui diventa un ecosistema corale. Quando la scienza si unisce alla visione industriale e la governance istituzionale si fa trasparente e partecipativa, il progresso diventa etico e i benefici ricadono direttamente sulla comunità. Taranto, con la sua complessità e la sua immensa forza resiliente, accetta la sfida e si candida ufficialmente a fare da guida al Paese intero.