Link e Allegati

Taranto: la più grande occasione di sempre al Salone del Mediterraneo dell'impresa

Taranto – Una convergenza istituzionale senza precedenti e la chiara volontà di trasformare il territorio ionico da simbolo delle criticità industriali a modello nazionale di transizione ecologica ed economica. Questo è quanto emerso con forza dal convegno "La più grande occasione di sempre - Taranto al centro di un nuovo sviluppo", un tavolo di altissimo profilo moderato dal giornalista Francesco Giorgino, professore alla LUISS, che ha visto confrontarsi i principali attori della governance nazionale, regionale e locale (Foto).

Il dibattito ha registrato la partecipazione di figure chiave per il futuro del Mezzogiorno: il Ministro per la Coesione e lo Sviluppo, Tommaso Foti; l’On. Dario Iaia, Responsabile del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Taranto; Giuseppe Romano, Commissario ZES; Raffaele Parlangeli, Direttore Generale del Dipartimento Politiche di Coesione per il Sud; Antonio De Vito, Direttore Generale di Puglia Sviluppo; e Vinicio Mosè Vigilante, Amministratore Delegato del GSE.

Tra essi l'articolato intervento di Vito Felice Uricchio, Commissario Straordinario per le Bonifiche e la Riqualificazione dell'Area di Taranto, ha aperto il suo discorso esprimendo un sentito ringraziamento al Presidente Spadafino e agli organizzatori, sottolineando come l'appuntamento debba essere considerato l'avvio di un ecosistema permanente e strutturato per il territorio.

Nel definire questa fase storica come la più grande occasione di sempre per Taranto, Uricchio ha rivolto un ringraziamento particolare al Ministro Foti per la sua pregiata vicinanza istituzionale, tributando un plauso allo straordinario lavoro svolto dall’Onorevole Iaia nel suo ruolo particolarmente incisivo all'interno del CIS, e richiamando l'importanza della collaborazione con la Regione Puglia per lo sviluppo economico, con Puglia Sviluppo e con il Tecnopolo. Secondo il Commissario, la città si trova oggi al centro di un vero e proprio triangolo d'oro in cui la sinergia terapeutica tra rigenerazione del territorio attraverso le bonifiche, la pianificazione strategica guidata dal CIS e l'impiego virtuoso dei fondi europei del Just Transition Fund sta creando una combinazione perfetta di attrattività per nuovi investimenti verdi, sbloccando un potenziale economico mai visto prima.

In questa visione, la transizione giusta segna il passaggio definitivo da un vecchio approccio individualista a un vero e proprio ecosistema industriale. Uricchio ha evidenziato come l'intero sistema sia interconnesso e come la comunità stessa sia parte integrante di un modello in cui le imprese possono e devono aiutare l'ambiente. Esempi concreti di questa integrazione si rintracciano nella mitilicoltura locale e nelle numerose imprese verdi che già operano sul territorio. Per sostenere questa crescita è fondamentale attivare connessioni costanti, creando ponti con eventi di rilievo come il Taranto Eco Forum. Proprio la recente edizione del forum ha testimoniato il forte attivismo di aziende provenienti da tutta Italia, pronte a investire nell'area ionica.

In questo scenario, se le istituzioni hanno il compito imprescindibile di tracciare la cornice normativa e strategica, le imprese ne costituiscono il motore pulsante e vanno supportate costantemente. Tra le azioni concrete menzionate, avviate anche in stretta coordinazione con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, spicca il ruolo delle bonifiche e del biorisanamento come potenti attivatori di nuova imprenditorialità, legata alle filiere verdi. Un percorso che vede già cinque imprese attive e l'interesse concreto di altre dieci realtà pronte a insediarsi a Taranto, per le quali sarà fondamentale il ruolo di un incubatore dedicato. Grande attenzione è stata posta anche al tema energetico, ricordando che il Sito di Interesse Nazionale di Taranto è un'area idonea in cui è possibile coniugare la produzione di energia verde proprio con i processi di biorisanamento.

Il Commissario ha concluso ricordando che le tecnologie della natura si rivelano le più efficaci in assoluto, sia per la produzione di cibo e per i processi di decarbonizzazione, sia per bonificare e riciclare azzerando i rifiuti. Vi è una profonda impronta naturale tanto nelle biotecnologie quanto nelle tecnologie più pesanti, purché declinate in chiave di assoluta sostenibilità.

Il messaggio emerso nell'ambito del convegno è chiaro: Taranto non è più soltanto un'emergenza da gestire, ma una straordinaria opportunità di sviluppo per l'intera nazione, una sfida complessa che l'alleanza tra istituzioni lungimiranti e imprese innovative dimostra di poter vincere.